Assassini
Published on 11/11,2007
Una ragazzo di 28 anni, Gabriele Sandri, è stato ammazzato da un poliziotto all'autogrill di Arezzo. Gabbo, come lo chiamavano gli amici, era un'ultrà della Lazio, stava andando a guardare la sua squadra.
L'appartenenza a questa "pericolosa categoria", l'ultrà, ha dato adito a minimizzazioni e limitato sdegno per l'omicidio, a comprensione e solidarietà per le forze dell'ordine. Un teatrino che si ripete: la scusa più in auge, soprattutto dal luglio 2001 (..), è "il colpo accidentale", o "la deviazione del colpo". Se non fosse stato ammazzato un ragazzo ci sarebbe da ridere, la rabbia e l'odio la potremmo sostituire con una risata, per sepperlirli e metterli in ridicolo.
Questo non è che l'ultimo degli omicidi di polizia, da Carlo Giuliani passando per Federico Aldrovaldi arrivando ad Aldo Bianzino, solo per rimanere nel più recente passato. L'assassinio di Gabbo non può quindi che essere interpretato come un altro dei motivi per tornare a Genova il 17 novembre, palesando il nostro odio e denunciando la loro impunità.
Saputa la notizia, è esplosa la rabbia dei tifosi: dagli scontri di Bergamo ai riots di Roma, fino a Siena, dove i ragazzi della curva del Livorno hanno riempito lo stadio di slogan contro le forze dell'ordine, facendo rimbombare nell'Artemio Franchi il coro "assassini, assassini!".
L'appartenenza a questa "pericolosa categoria", l'ultrà, ha dato adito a minimizzazioni e limitato sdegno per l'omicidio, a comprensione e solidarietà per le forze dell'ordine. Un teatrino che si ripete: la scusa più in auge, soprattutto dal luglio 2001 (..), è "il colpo accidentale", o "la deviazione del colpo". Se non fosse stato ammazzato un ragazzo ci sarebbe da ridere, la rabbia e l'odio la potremmo sostituire con una risata, per sepperlirli e metterli in ridicolo.
Questo non è che l'ultimo degli omicidi di polizia, da Carlo Giuliani passando per Federico Aldrovaldi arrivando ad Aldo Bianzino, solo per rimanere nel più recente passato. L'assassinio di Gabbo non può quindi che essere interpretato come un altro dei motivi per tornare a Genova il 17 novembre, palesando il nostro odio e denunciando la loro impunità.
Saputa la notizia, è esplosa la rabbia dei tifosi: dagli scontri di Bergamo ai riots di Roma, fino a Siena, dove i ragazzi della curva del Livorno hanno riempito lo stadio di slogan contro le forze dell'ordine, facendo rimbombare nell'Artemio Franchi il coro "assassini, assassini!".