[Appuntamenti al csoa Askatasuna] Da Torino a Hebron
Published on 10/31,2007

Dopo aver abbozzato le prime considerazioni sui cambiamenti in atto nella nostra città, trasformata da città fabbrica, stretta nella morsa di mamma fiat, alla città evento, ghiotta di effetti spettacolari, riprendiamo il sentiero tracciato dal primo dibattito della tre giorni universitaria Metropolis, per andare a discutere ed a ricercare più approfonditamente la metamorfosi della metropoli Torino.
Lo faremo con Marco Revelli del Laboratorio per la Democrazia, Giuseppe Sergi anch'esso del Laboratorio per la Democrazia, Guido Borio del csoa Askatasuna, Marco Sassano del Laboratorio per la Critica Sociale e Salvatore Cumino della rivista Slum.
Lo faremo con Marco Revelli del Laboratorio per la Democrazia, Giuseppe Sergi anch'esso del Laboratorio per la Democrazia, Guido Borio del csoa Askatasuna, Marco Sassano del Laboratorio per la Critica Sociale e Salvatore Cumino della rivista Slum.
"Torino: da città fabbrica a città evento"
mercoledi 7 novembre
ore 21 - csoa Askatasuna
corso regina margherita 47
Guarda l'appuntamento su InfoAut
mercoledi 7 novembre
ore 21 - csoa Askatasuna
corso regina margherita 47
Guarda l'appuntamento su InfoAut
per info ed approfondimenti:
Laboratorio per la Democrazia
leggi l'intervista di Giuseppe Sergi
Csoa Askatasuna
visita il sito del centro sociale
Laboratorio per la Critica Sociale
visita il blog di CriticaLab
Slum
leggi la presentazione della rivista
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Slum
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Le sporadiche conferenze di pace, le isterie causate da lancio di qassam, le celate barbarie di Israele, sono un ottimo antitodo che media mainstream e politica del palazzo utilizzano per nascondere la realtà prima di Territori: Israele perpetua un'occupazione militare che non cessa di estendersi, si è iniziato nel '48 proseguendo nel '67 e continuando nell'oggi, ai danni dei palestinesi che sono costretti a sopravvivere sotto i colpi dell'amministrazione sionista, unica padrona per grazia ricevuta della terra di Palestina..
Torniamo quindi a parlare di Palestina, guardando i Territori da un'angolatura particolare, che non può che rendere palese la colonizzazione, l'opera di distruzione di ogni parvenza della Palestina storica: un muro criminale separa le case dai campi coltivati, i check-point aiutano l'opera di controllo selezione ingiustizia, i bulldozer buttan giù ogni simbolo di speranza, i mai incruenti pattugliamenti ricordano la realtà.
Il videomaker torinese Pietro Luzzati ed il fotografo trentino Michele Trotter, hanno zoomato la realtà dei Territori Occupati, nello specifico quella di Hebron, città da sempre inserita nelle controversie politiche e religiose tra ebrei e arabi, portando a compimento un progetto di racconto della quotidianità non presente nelle cronache delle agenzie di stampa. "L'occupazione - Vivere in Palestina" è a cura del Comitato di solidarietà con il popolo palestinese di Torino e dalla Rete ECO (Ebrei Contro l'Occupazione), due soggetti che da tempo collaborano e che si sono prodigati per far si che questo libro aiuti a realizzare un ambulatorio permanente per mamme e bambini nel villaggio palestinese di Marda. La prefazione è a firma di due ottimi giornalisti de Il Manifesto, Tommaso Di Francesco e Michele Giorgio.
La presentazione del libro sarà preceduta dalla proiezione di un altro lavoro di Pietro Luzzati, "Bedu - I beduini palestinesi", cortometraggio realizzato sempre nei Territori, nella loro parte desertica, il quale si occupa di raccontare della situazione di estrema marginalità sotto cui è costretto a vivere questo popolo di pastori nomadi, districandosi tra l'occupazione israeliana e l'occidentalizzazione della società palestinese.
Torniamo quindi a parlare di Palestina, guardando i Territori da un'angolatura particolare, che non può che rendere palese la colonizzazione, l'opera di distruzione di ogni parvenza della Palestina storica: un muro criminale separa le case dai campi coltivati, i check-point aiutano l'opera di controllo selezione ingiustizia, i bulldozer buttan giù ogni simbolo di speranza, i mai incruenti pattugliamenti ricordano la realtà.
Il videomaker torinese Pietro Luzzati ed il fotografo trentino Michele Trotter, hanno zoomato la realtà dei Territori Occupati, nello specifico quella di Hebron, città da sempre inserita nelle controversie politiche e religiose tra ebrei e arabi, portando a compimento un progetto di racconto della quotidianità non presente nelle cronache delle agenzie di stampa. "L'occupazione - Vivere in Palestina" è a cura del Comitato di solidarietà con il popolo palestinese di Torino e dalla Rete ECO (Ebrei Contro l'Occupazione), due soggetti che da tempo collaborano e che si sono prodigati per far si che questo libro aiuti a realizzare un ambulatorio permanente per mamme e bambini nel villaggio palestinese di Marda. La prefazione è a firma di due ottimi giornalisti de Il Manifesto, Tommaso Di Francesco e Michele Giorgio.
La presentazione del libro sarà preceduta dalla proiezione di un altro lavoro di Pietro Luzzati, "Bedu - I beduini palestinesi", cortometraggio realizzato sempre nei Territori, nella loro parte desertica, il quale si occupa di raccontare della situazione di estrema marginalità sotto cui è costretto a vivere questo popolo di pastori nomadi, districandosi tra l'occupazione israeliana e l'occidentalizzazione della società palestinese.
Presentazione del libro
"L'occupazione - Vivere in Palestina"
mercoledi 9 novembre
ore 21 - csoa Askatasuna
corso regina margherita 47
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"L'occupazione - Vivere in Palestina"
mercoledi 9 novembre
ore 21 - csoa Askatasuna
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per info e approfondimenti:
"L'occupazione - Vivere in Palestina"
di Michele Trotter e Pietro Luzzati
di Michele Trotter e Pietro Luzzati

[dall'introduzione]
È stato difficile scegliere fra le diverse centinaia di foto, perché ognuna di esse denuncia un aspetto della vita dei palestinesi sotto l'occupazione israeliana, ma nessuna mostra bambini ammazzati o sangue versato: non per questo sono meno vere o meno dure; anzi, sono forse ancora più significative. Da questo punto di vista, l'intenzione dei due fotrografi è proprio quella di restituire l'immagine di una vita semplice, che scorre nella sua quotidianità sotto un'occupazione che non dà tregua. Quasi tutte le immagini sono state scattate a Hebron. "L'antichissima città dei Patriarchi" potrebbe essere una città prospera, invece è costretta a portare sulle spalle il peso della colonizzazione avvenuta nel cuore del suo centro storico. La sua casbah, un tempo tra le più affascinanti del Medio Oriente, oggi è deserta, spettrale. I negozi sono chiusi, nelle viuzze strette non si incontra nessuno, in molti punti regna un silenzio totale e irreale".
Si tratta insomma di un libro di denuncia che resiste alla seduzione della violenza, inquadrando piuttosto la bellezza e la dignità disegnate sui volti da una resistenza quotidiana ed esplicita.
È stato difficile scegliere fra le diverse centinaia di foto, perché ognuna di esse denuncia un aspetto della vita dei palestinesi sotto l'occupazione israeliana, ma nessuna mostra bambini ammazzati o sangue versato: non per questo sono meno vere o meno dure; anzi, sono forse ancora più significative. Da questo punto di vista, l'intenzione dei due fotrografi è proprio quella di restituire l'immagine di una vita semplice, che scorre nella sua quotidianità sotto un'occupazione che non dà tregua. Quasi tutte le immagini sono state scattate a Hebron. "L'antichissima città dei Patriarchi" potrebbe essere una città prospera, invece è costretta a portare sulle spalle il peso della colonizzazione avvenuta nel cuore del suo centro storico. La sua casbah, un tempo tra le più affascinanti del Medio Oriente, oggi è deserta, spettrale. I negozi sono chiusi, nelle viuzze strette non si incontra nessuno, in molti punti regna un silenzio totale e irreale".
Si tratta insomma di un libro di denuncia che resiste alla seduzione della violenza, inquadrando piuttosto la bellezza e la dignità disegnate sui volti da una resistenza quotidiana ed esplicita.
Ombre Corte
leggi la quarta di copertina
contiene le schede del libro, degli autori,
dei curatori e la prefazione
Palestina Libera
visita il sito del Comitato di solidarietà
con il popolo palestinese di Torino
Rete ECO (Ebrei Contro l'Occupazione)
visita il sito della Rete ECO
"Bedu - I beduini palestinesi"
di Pietro Luzzati

Pietro Luzzati
visita il sito del videomaker torinese
CinemAmbiente
leggi la scheda del cortometraggio dal sito
della rassegna cinematografica torinese
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contiene le schede del libro, degli autori,
dei curatori e la prefazione
Palestina Libera
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con il popolo palestinese di Torino
Rete ECO (Ebrei Contro l'Occupazione)
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"Bedu - I beduini palestinesi"
di Pietro Luzzati

I beduini palestinesi, perseguitati nel corso degli ultimi cento anni,
sono profughi di serie B, dove la prima categoria è giocata dai
palestinesi. Si sente spesso parlare di Medio Oriente, Palestina,
Israele. Raramente però il discorso viene allargato a una popolazione
antica, quella dei nomadi palestinesi che come tutti hanno subito e
subiscono l'occupazione israeliana. Pacifici allevatori nomadi, i
beduini palestinesi rischiano di scomparire: da una parte l'esercito
israeliano, dall'altra l'occidentalizzazione della società palestinese,
l'indifferenza, il razzismo che hanno da sempre contraddistinto le
relazioni tra popoli nomadi e stabili.
Pietro Luzzati
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CinemAmbiente
leggi la scheda del cortometraggio dal sito
della rassegna cinematografica torinese
per info: www.csoaskatasuna.org