Lo spettro del fantasma degli studenti-precari

Published on 10/30,2007

Grido di una studentessa francese durante le proteste contro il Cpe

Un fantasma si aggira nel nostro Ateneo. Lo sospettiamo già quando presentiamo la richiesta di immatricolazione e ci troviamo di fronte ai numeri chiusi. Cominciamo a percepirlo meglio quando seduti per terra a seguire un corso discutiamo del costo di questo o quel manuale. Il sospetto si trasforma in ragionevole certezza quando in pausa pranzo ci rendiamo conto che ci è rimasto troppo poco per mangiare qualcosa. Ma quando arriva la fine del mese e il proprietario di casa ci presenta il conto dell’affitto ne siamo certi: il fantasma della precarietà si è ormai impossessato della nostra università, è entrato dentro le aule, grida nei corridoi.

Ad oggi essere studente universitario vuole dire essere immediatamente precario, questo è assodato. Ma non solo perchè molti di noi sono di continuo costretti a prestazioni occasionali di lavoro subordinato e ipersfruttante. Il rapporto stesso che uno studente ha con l'università è precario, perchè di continuo si è flessibilizzati secondo le esigenze di mercato che sono variabili. Per questo motivo ci troviamo di continuo sbarramenti sulla nostra strada che ci fanno proseguire il nostro percorso formativo in un senso o in un altro. Basta pensare al numero chiuso o ai blocchi che ci sono fra alcune lauree triennali e alcune specialistiche. Caso emblematico è il dottorato di ricerca che, sebbene sia ormai legalmente l'ultimo gradino del percorso formativo, è concepito ancora per essere esclusivo, negando la possibilità costituzionalmente data di accedere ai gradi più alti della formazione. Per tagliare corto: l'università è un nodo centrale della produzione cognitiva e noi siamo i precari che agiscono al suo interno.

La principale conseguenza che subiamo è una qualità della vita di certo più bassa di quello che ci aspetteremmo. I costi dell'università, che sono assolutamente da elencare come il pricipale di quei filtri che condizionano le nostre scelte in materia di studi, sono ormai esorbitanti. Del resto subiamo oltre all'aumento di tasse, libri e beni culturali, anche l'aumento del costo della vita che tocca tutta la società: affitti, trasporti, ecc. Di risposta a questa situazione, l'università degli studi di Torino che fa? L'anno scorso ha approvato un cambio del sistema di tassazione che ha fatto aumentare il gettito di soldi all'università portandolo ad oltre il 26% in più del limite stabilito dal FFO (fondo ordinario per la università, ndr). Questo è inacettabile e ci fa capire come non dobbiamo andare troppo lontano per trovare i principali responsabili dei problemi che collettivamente viviamo.

Come studenti e studentesse di varie facoltà di questo ateneo abbiamo intrapreso un percorso collettivo per far sì di ribaltare questa situazione. Noi pretendiamo che i soldi in eccesso dell'università ci vengano restituiti mediante investimenti che vadano a soddisfare i nostri bisogni, da abbonamenti per i trasporti pubblici a riduzioni della mensa, da nuovi alloggi per studenti a fotocopie gratis. Pretendiamo un percorso formativo che sia flessibile ma secondo i nostri interessi e non quelli di chi ci sfrutta di continuo.

Se il fantasma della precarietà si è impadronito dell'università, probabilmente non si è ancora impossessato di ognuno di noi, non ha ancora condizionato il nostro modo di pensare. Un fantasma ancora peggiore ora sappiamo che si aggira per questi corridoi e che non lascerà in pace nessuno finchè non otterrà tutto ciò che vuole, il fantasma degli studenti-precari!

Assemblea Permanente Studenti-Precari

Assemblea Permanente Studenti-Precari
mercoledi 31 ottobre 2007
ore 17 - spazio Unilotta di Palazzo Nuovo


Trackback URL

http://noblogs.org/trackback.php?id=84124

Leave a Reply

 authimage



One Response to Lo spettro del fantasma degli studenti-precari