Parigi: scontri alla Sorbona tra grevisti in picchettaggio e polizia

Published on 16:24, 11/23,2007


Continua ad amplificarsi e a radicalizzarsi la mobilitazione degli studenti francesi contro la LRU (legge sulle Libertà e sulle Responsabilità delle Università) della ministra Pècresse approvata ad agosto. Nonostante si cerchi in tutti i modi di sminuire il movimento, non parlandone o dando voce solo all'UNEF (sta diventando ogni giorno più imbarazzante il silenzio di stampa e telegiornali), ad oggi si contano una cinquantina di università (su 84 in tutta la Francia) toccate dalla mobilitazione, di cui una trentina sono completamente bloccate o in occupazione. I continui sgomberi (ieri, ad esempio, sono state sgomberate manu militari l'università di Rennes II e a Parigi il sito di Clignancourt-Paris IV-) e le chiusure amministrative dei Presidi delle Università non stano assolutamente scalfendo il movimento, che anzi, da qualche giorno, ha preso nuovo vigore per l'ingresso massiccio degli studenti medi.

Ieri, giovedì 22 novembre, un corteo di più di 10000 studenti ha attraversato Parigi e altre manifestazione si sono svolte a Rouen, Rennes, Montpellier, Bordeaux, Caen, Lille, Toulouse, Le Mans, Strasbourg. A Parigi il corteo, aperto dagli studenti della Sorbonne e di Clignancourt, si è diretto al Ministero dell'Insegnamento Superiore e della Ricerca. Al termine della manifestazione, circa una quarantina di studenti sono stati prelevati dalle forze dell'ordine in rue Guy Lussac e nei pressi di Boulevard Port Royal, portati in questura e rilasciati in tarda serata dopo essere stati identificati. Questa mattina, invece, ci sono stati scontri davanti alla Sorbonne tra studenti grevisti che effettuavano un picchetto davanti all'ingresso e polizia. La decisione del rettorato è stata quella di chiuderla fino a lunedì mattina.

Ascolta/scarica la diretta da place de la Sorbonne con Isa,
corrispondente da Parigi per InfoAut [*]

Leggi il report introduttivo su InfoAut - su Cua-To



Pubblichiamo di seguito un nuovo appello dei compagni e delle compagne francesi, uscito dalla due giorni nazionale di Tours, e che i ragazzi di Megafono Rosso hanno ancora tradotto:

Appello del Coordinamento Nazionale
delle università di Tours

(17-18 novembre 2007)

Il movimento degli studenti continua a crescere: 28 università sono bloccate, e sempre più università sono toccate dal movimento. Interventi della polizia e arresti arbitrari hanno avuto luogo in parecchie città questa settimana. Li condanniamo fermamente. Ma Sarkozy ed i presidenti delle università potranno mandare contro di noi la polizia e la gendarmeria finché vorranno, ciò non c'impedirà di mobilitarci.

Continueremo lo sciopero fino al ritiro della legge Pécresse perché significa la privatizzazione dell'insegnamento superiore. L'introduzione di finanziamenti privati va a rinforzare le disuguaglianze tra università e permette un dominio dei padroni sul contenuto delle formazioni. L'università non è responsabile della disoccupazione, ed adattare l'università alle esigenze del "mondo del lavoro" non avvicinerà gli studenti all'impiego: la professionalizzazione è al contrario la più corta strada verso la dequalificazione e verso la precarietà. Rifiutiamo anche l'instaurazione di una pre-selezione all'entrata dell'università.

Per i presidenti rappresenta anche la possibilità di reclutare personale al di fuori dello statuto della funzione pubblica, e di gestirne la carriera. Rifiutiamo categoricamente la generalizzazione della concorrenza e della precarietà per il personale, così come il rafforzamento dei poteri delle presidenze e dei padroni in seno ai Consigli di amministrazione.

Questa riforma non è né emendabile, né negoziabile su piano né locale né nazionale.
Se ci battiamo per l'abrogazione della LRU, questo è perché ci battiamo per il diritto all'istruzione per tutti. Esigere l'abrogazione significa dunque lottare per un aumento massiccio del bilancio dell'insegnamento superiore, per un aumento massiccio degli aiuti sociali, per i veri diplomi nazionali riconosciuti nelle convenzioni collettive dunque, per l'uguaglianza tra Francesi e Stranieri nell'accesso agli studi.

La giornata del 14 novembre mostra che la contestazione sociale si allarga sempre più.
Lo sciopero dei ferrovieri e del RATP è partito per durare. I ferrovieri, i lavoratori del RATP e di EDF-GDF hanno ragione di lottare sulla domanda delle pensioni. La cosa riguarda anche noi, studenti, perché il governo ed il MEDEF vogliono aumentare la durata dei contributi da versare da parte dei lavoratori, a 41 addirittura 45 anni. Perché non vogliamo perdere la nostra vita a guadagnarla, sosteniamo la parola di ordine di 37,5 annualità di contributi per tutti a lato dei ferrovieri e dei lavoratori di EDF, di GDF, del RATP..

I lavoratori della funzione pubblica hanno ragione di mettersi in sciopero contro lo smantellamento dei servizi pubblici, contro le 22 000 soppressioni di posti di lavoro che fanno peggiorare le condizioni di studi dei liceali, e per l'aumento degli stipendi. Abbiamo bisogno di possibilità di lavoro nei servizi pubblici nelle università ma anche nelle scuole, negli ospedali. Per questo sosteniamo le rivendicazioni dei lavoratori del pubblico impiego: per le possibilità di lavoro, per la difesa dei servizi pubblici e l'aumento degli stipendi.

Sospendere i corsi è il solo mezzo affinché tutti gli studenti, particolarmente i borsisti, possano riunirsi e decidere insieme di mobilitarsi. Senza blocco, gli studenti non dispongono realmente di diritto di sciopero. Di fronte ai tentativi di fare riprendere i corsi tramite i referendum, riaffermiamo la sola legittimità delle Assemblee Generali per decidere delle prossime attività del movimento: è negli AG che le notizie, i differenti punti di vista possono essere scambiati e che gli studenti possono votare con cognizione di causa. Condanniamo anche le chiusure amministrative che mirano a dissuadere gli studenti dal recarsi sul loro luogo di studio e di mobilitarsi. Dato che il movimento andrà avanti, esigiamo che gli esami siano sportati di un mese, affinché tutti gli studenti possano fare valere i loro diritti senza essere penalizzati.

Il nostro movimento contribuisce ad indebolire Sarkozy ed i suoi ministri, ed è una buona cosa. Il loro progetto è di distruggere l'insieme delle esperienze sociali. Di fronte a questo progetto, questo è ciò che guadagneremo: dobbiamo costruire un movimento di insieme dei giovani e dei lavoratori per rispondere all'offensiva del governo.

Chiamiamo ad allargare e ad approfondire la mobilitazione per la generalizzazione degli AG e dei picchetti di scioperanti in tutte le università.
Chiamiamo i liceali ad organizzare degli AG, per preparare lo sciopero a partire dal 20, dovunque.
Faremo di tutto affinché la giornata di sciopero del 20 insieme ai lavoratori in lotta sia un successo.
Chiamiamo ad una giornata di sciopero e di manifestazione studenti e liceali il 22.
Proponiamo che studenti e ferrovieri, lavoratori in lotta di EDF, di GDF e del RATP si organizzino insieme il 21 novembre per pubblicizzare il loro sciopero nei confronti gli utenti e della popolazione.
Proponiamo una data di mobilitazione interprofessionale il 27 novembre agli altri settori in lotta. Appoggeremo ogni iniziativa proposta dai lavoratori in sciopero: la loro battaglia è anche la nostra.



per info: www.infoaut.org - paris.indymedia.org


Università francesi in rivolta: "c’est dans la rue que tout se joue!"

Published on 11:48, 11/08,2007


Università in agitazione

Molte università francesi sono da giorni in mobilitazione. Al centro delle rivendicazioni è soprattutto la cosiddetta legge Pécresse (dal nome del nuovo ministro de l'Enseignement supérieur e de la Recherche Valérie Pécresse), votata e approvata l'11 agosto e passata praticamente sotto silenzio, ma si aggiunge anche la richiesta di un miglioramento delle condizioni di vita degli studenti universitari (tasse meno care, più alloggi). La legge Pécresse, legge relativa alle Libertà e alle Responsabilità dell'Università (LRU) prevede che nell'arco di cinque anni tutte le università giungano all'autonomia nel bilancio e nella gestione delle risorse umane e inoltre prevede la possibilità che esse diventino proprietarie dei loro beni immobiliari. In altre parole, la legge prevede una progressiva e inesorabile privatizzazione delle università (e dei saperi), la creazione, anche in Francia, di università-imprese. E infatti gli studenti francesi in mobilitazione hanno tra le parole d'ordine proprio la difesa di un'istruzione pubblica e la denuncia dei rischi di una università in cui solo i campi di ricerca redditizi sarebbero finanziati, in cui i rettori si trasformerebbero in menagers, in cui le università si farebbero concorrenza tra loro.
Da qualche settimana in moltissime università francesi si sono svolte partecipatissime Assemblee Generali (AG) per discutere delle modalità con cui contrastare la legge sull'autonomia. In alcune università si è votato per l'occupazione. Tra queste la Sorbona (Paris IV) che è stata occupata martedì sera da un centinaio di studenti, ma sgomberata dopo poche ore dalle forze dell'ordine su richiesta del Preside (che ha poi anche decretato la chiusura amministrativa). Stessa sorte è toccata mercoledì alla Tolbiac (Paris I) e all'università di Nantes. Mentre da stasera è occupata l'università di Nanterre. Per ora si contano una trentina di università in mobilitazione (tra le altre, quelle di Toulouse, Rennes, Lille, Tours, Rouen, Caen, Strasbourg, Lyon, Nancy, Perpignan, Nantes). Fino a questo momento l'intero movimento è gestito dal CECAU (Collectif Étudiant Contre l'Autonomie des Universités), che raggruppa collettivi di "extrême gauche" e che ha come primo obiettivo l'abolizione della legge Pécresse. Per ora, il ruolo dell'UNEF (principale sindacato degli studenti) è stato minimo e esso sta cercando di inserirsi solo ora, con i suoi contenuti (ovvero la riforma radicale della legge, ma non la sua abolizione) nel movimento, facendo continui richiami all'unità e alla necessità di un ampliamento del movimento. L'UNEF si trova in una situazione difficile da gestire in quanto, se da un lato è stato il principale interlocutore del ministro in fase di elaborazione della legge, d'altra parte non può certo lasciare interamente in mano al CECAU il movimento che sta nascendo.
Nel pomeriggio in molte città ci sono stati dei cortei, che se non ancora molto numerosi, qualche migliaio di persone, sono però stati molto determinati, sfociati in alcuni casi con blocchi stradali e/o ferroviari (Rennes e Parigi).

Il corteo di Parigi

A Parigi il ritrovo era per le 15 a Bastille. Per lo più studenti della Sorbonne e di Paris I (Tolbiac). Dopo un'ora di assembramento e di trattative ci si è mossi, sempre circondati da un imponente schieramento di polizia, verso Boulevard Henry IV, Pont Sully, rue de Fossés St. Bernard, per giungere poi a rue Cardinal Lemoine, dove il corteo è praticamente raddoppiato per il congiungersi degli studenti di Paris VII (Jussieu). Da lì a piazza del Pantheon, dove si trova l'ingresso di Paris I e poi davanti alla Sorbonne. Prima dell'arrivo del corteo tutti i portoni sono stati chiusi e tutti quelli che si trovavano all'interno sono stati fatti uscire dagli ingressi su Rue Saint Jacques, chiusi poi subito anch'essi. Per più di un'ora si è rimasti in Place de la Sorbonne, con l'obiettivo di riuscire ad entrare, ma la polizia, con lancio di qualche lacrimogeno è riuscita a mano a mano a mettersi davanti ad ogni ingresso dell'università e a bloccare le vie laterali più prossime. A quel punto, spiazzando completamente le forze dell'ordine, i manifestanti si sono gettati su Boulevard St Michel, bloccando completamente il traffico delle 18 e, decidendo incrocio dopo incrocio il percorso, si è giunti, passando prima da Boulevard Sebastopol, poi Boulevard de Strasbourg a Gare du Nord, dove sono stati occupati i binari "grandes lignes". In seguito, passando per i corridoi in direzione de la Chapelle ci si è diretti verso Marx Dormoy, dove il corteo si è sciolto.
Se ancora i numeri non sono paragonabili a quelli del movimento anti CPE, che diciotto mesi fa ha stravolto la Francia, bisogna però considerare che quello anti LRU è un movimento appena nato, in pieno evolversi (giorno dopo giorno si aggiungono nuove facoltà in occupazione), che i cortei di oggi sono stati pressoché organizzati con il passaparola, nessun volantino o manifesto che lanciasse l'appuntamento e che per ora il tutto è gestito senza l'UNEF. Ci sono quindi molte variabili in gioco, tra di esse anche la possibile, da più parti già annunciata, collaborazione con il movimento dei lavoratori dei trasporti non più di tre settimane fa ha messo in atto uno sciopero che ha creato disagi fortissimi, in particolare nella città di Parigi (dove il traffico metro e RER è tornato normale solamente dopo una settimana) e che ha in programma un nuovo blocco ad oltranza a partire da martedì 13 novembre alle ore 20. In ogni caso il ricordo del movimento anti CPE è ancora presente e viene ricordato pressoché in tutte le Assemblee Generali a dimostrazione del fatto che "c’est dans la rue que tout se joue".

Ascolta/scarica le corrispondenze
di Radio Onda d'Urto da Parigi:
Simone - Enrico

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Immagine delle proteste contro la legge Prècresse





[aggiornamento] Pubblichiamo di seguito l'appello dei compagni e delle compagne francesi, uscito dalla due giorni nazionale di Rennes, e che i ragazzi di Megafono Rosso hanno tradotto:

Appello del Coordinamento Nazionale
delle università di Rennes
(10-11 novembre 2007)

Noi, studenti riuniti in coordinamento nazionale, rappresentanti le assemblee generali delle università, constatiamo che la mobilitazione contro la LRU e gli attacchi del governo si allarga ogni settimana di più. Più di 50 assemblee generali hanno avuto luogo questa settimana, riunendo decine di migliaia di studenti. Più di 25 università sono in sciopero, di cui più di 15 hanno votato a stragrande maggioranza il blocco e la sospensione totale dei corsi. La mobilitazione degli studenti si annuncia massiccia dunque. Assemblee generali sono previste questa settimana in quasi tutte le università.

Rifiutiamo la LRU perché mira a smantellare il servizio pubblico di insegnamento superiore, colpito da più di 30 anni attraverso numerosi progetti di leggi, legge Faure, Progetto Di Waquet, Piano U3M, LMD, Legge di Ammodernamento delle Università il cui obiettivo principale è mettere in concorrenza le università su scala sia mondiale che nazionale. La LRU va verso la privatizzazione delle università, aumentando così il peso delle imprese e del privato. Le università potranno essere gestite come le imprese dai presidenti onnipotenti e dai consigli di amministrazione con un controllo democratico ancora minore. Così, le università saranno messe in concorrenza e come conseguenza avremo tagli del finanziamento ai rami meno produttivi o considerati non redditizi, una degradazione delle condizioni di studio nelle università, ed un aumento della selezione verso gli studenti. La legge instaura una preselezione dei liceali all'entrata dell'università e facilita l'aumento delle spese di iscrizione. Chiamiamo tutti i liceali a mobilitarsi ed a bloccare le loro Facoltà. Inoltre il personale insegnante e non insegnante sarà reso precario e gestito direttamente dalla presidenza delle università : è l’abolizione del loro statuto che è programmata. Poiché questa riforma non è né negoziabile, né emendabile sia a livello nazionale che locale, esigiamo la sua abrogazione.

La LRU è solamente una delle misure che si inseriscono nella logica globale dell’abolizione dell'istruzione, dei servizi pubblici, e l'insieme dei diritti sociali. Esigiamo un'inquadratura nazionale dei diplomi, un aumento degli aiuti sociali e del bilancio dell'insegnamento superiore, così come la soppressione delle spese di iscrizione. In particolare, esigiamo il ristabilimento dei 22.000 posti di funzionari soppressi questo anno di cui i 11.200 nell'istruzione nazionale. Esprimiamo la nostra solidarietà con le lotte dei lavoratori dipendenti che si svolgono in questo momento e con le loro rivendicazioni : contro la restaurazione dei regimi speciali e per il ritorno alle 37,5 annualità per tutti ; contro le franchigie mediche ; contro la precarizzazione degli statuti della funzione pubblica. Questa solidarietà non deve essere una vana parola, ma impegna tutti i protagonisti delle lotte sociali a lavorare ed a lottare insieme. Denunciamo anche la stigmatizzazione degli immigrati ed esigiamo in particolare l'abrogazione delle leggi anti-immigrati, la legge Hortefeux, la regolarizzazione di tutti coloro che non hanno il permesso di soggiorno e la chiusura dei centri di detenzione, e la fine delle retate. Al rullo compressore del governo opponiamo la convergenza delle lotte di tutti i settori attaccati che unica potrà farlo cedere.

Il governo fa chiudere le università bloccate e manda i CRS in quelle occupate. Alla mobilitazione, il governo risponde con le pseudo promesse e con la repressione nelle università, chiamiamo al boicottaggio e al blocco delle commissioni per l’attuazione della LRU. Condanniamo fermamente le chiusure amministrative e le azioni della polizia. Di fronte ai referendum organizzati dalle amministrazioni noi affermiamo la sola legittimità delle Assemblee Generali e dei comitati di scioperi per decidere le successive azioni del movimento. Le votazioni segrete devono essere impedite perché nuocciono al movimento.

Chiamiamo la popolazione a sostenere la nostra mobilitazione, quella dei ferrovieri e lo sciopero del 20 novembre nella funzione pubblica. È’ con una lotta di tutti e per tutti, che potremo fare cedere il governo. Chiamiamo gli studenti a mettersi da ora in sciopero, a costruire la lotta con picchetti di scioperanti, blocco ed occupazione; a discutere e convincere chi li circonda per costruire un movimento ancora più massiccio. Chiamiamo tutto il personale delle università a unirsi a noi nello sciopero. Chiamiamo tutti ad una giornata nazionale di azione di blocco delle stazioni martedì 13 Novembre. Chiamiamo a manifestare con i ferrovieri il 14 o il 15 novembre nelle varie città. Chiamiamo a manifestare massicciamente il 20 novembre a fianco dei lavoratori del pubblico impiego. Chiamiamo i lavoratori del settore pubblico come del privato ad approfittare di queste date per unirsi a noi nello sciopero, perché solo tutti insieme, studenti e lavoratori, potremo far cedere il governo. Il coordinamento rifiuta la mediazione di qualsiasi sindacato od organizzazione col governo perché l'obiettivo è costruire un rapporto di forza che è l’unico mezzo per soddisfare le nostre rivendicazioni.



per info: www.infoaut.org - infoblog.samizdat.net