Un'altra provocazione fascista all'università di Torino, ancora a firma dei soliti (ig)noti, di quegli individui che più volte sono stati cacciati dalla nostra università, che per un articolo di giornale sul quotidiano locale venderebbero anche se stessi, che sono così equilibristi da saper stare dentro Alleanza Nazionale (fà comodo, la storia del fascismo italiano lo insegna, ndr) ed essere collusi con la peggiore destra nazista della città, insomma, quei personaggi che coniugando fascismo e vittimismo riescono nella conquista del cadreghino sognato, altro che difesa degli studenti..
Però questa volta il fattaccio ha un firma: Fuan. Ben chiara è l'intenzione di provocare, di andare a colpire quella parte di studenti e studentesse che davanti il fascismo non hanno mai fatto un passo indietro, pagandone le conseguenze con arresti e denunce, e che individuano nell'antifascismo militante la pratica da portare nell'università, nelle strade, nelle piazze.
Sono strati imbrattate le mura di Palazzo Nuovo e del liceo Gioberti, ma soprattutto è stato rovinato il murales "Torino è partigiana", fatto in occasione della giornata "Sappiamo chi è Stato" del 14 luglio 2007, quando ricordammo con un murales in ogni città (Torino, Milano, Bergamo, Brescia, Padova, Viareggio e Roma) gli omicidi di Carlo Dax Renato e Federico, denunciando le violenze di fascisti e polizia. Il murales a Torino era già stato rifatto per una seconda volta, perchè l'originale scritta "Torino è antifascista" è stata anch'essa deturpata.
La situazione si ripresenta, per cominciare provvederemo con il cancellare croci celtiche e scritte farneticanti nei prossimi giorni. Inoltre questa mattina ci siamo presentati a Palazzina Einaudi, sede di scienze politiche e giurisprudenza, per volantinare, per smascherare il vero volto del Fuan che nei suoi volantini si vende come democratico ed ordinato.
Questa provocazione arriva quasi al contempo degli scontri di Milano, che ci hanno raccontato i compagni della Statale, ai quali abbiamo fatto pervenire da subito la nostra solidarietà, e ciò aiuta a scoperchiare, se ancora ce ne fosse bisogno, la vera natura di una frangia del neofascismo nostrano, che si chiami Fuan o Azione Giovani che dir si voglia.
Pubblichiamo qui di seguito il volantone ed il comunicato sulla provocazione fascista che abbiamo attacchinato e distribuito a Palazzina Einaudi questa mattina.
ENNESIMA PROVOCAZIONE FASCISTA ALL’UNIVERSITA’
IL FUAN DETURPA IL MURALES "TORINO E’ PARTIGIANA" SUL MURO DI PALAZZO NUOVO IN RICORDO DEL FORTE SENTIMENTO ANTIFASCISTA CHE HA SEMPRE CONTRADDISTINTO LA NOSTRA CITTA’, MEDAGLIA D’ORO ALLA RESISTENZA
E COPRE CON CROCI CELTICHE I MURI DEL LICEO GIOBERTI
Non possiamo permettere che all’interno delle nostre università avvengano episodi oltraggiosi che violano la memoria del sangue versato in difesa della nostra libertà, non possiamo accettare che simboli quali croci celtiche e svastiche, dipinte per mano di chi si taccia di essere al fianco degli studenti, presentandosi come un partito democratico ed istituzionale, campeggino sui muri delle nostre facoltà e delle nostre città.
NESSUNO SPAZIO AI FASCISTI
TORINO E’ ANTIFASCISTA
TORINO E’ PARTIGIANA
Studenti e studentesse antifascisti/e
Sabato 14 luglio in molte città italiane (Torino, Milano, Bergamo, Brescia, Padova, Viareggio e Roma) si è svolta un’iniziativa antifascista dal titolo "Sappiamo chi è Stato" in risposta alle numerose aggressioni di stampo neofascista che si sono susseguite negli ultimi anni e in ricordo di Carlo Giuliani, Dax e Renato Biagetti, vittime della violenza di Stato e neonazista.
A Torino abbiamo scelto di testimoniare il sentimento antifascista con un presidio durante il quale abbiamo fatto un murales sul muro esterno di Palazzo Nuovo, che riportava la scritta "Torino antifascista".
Durante una notte d’estate, approfittando dell’assenza degli studenti e delle studentesse antifasciste, secondo la consueta tradizione dei "camerati" di agire protetti dalle forze dell’"ordine" o dal buio, il murales è stato deturpato da croci celtiche e righe nere che cancellavano la scritta.
La risposta degli studenti e delle studentesse antifasciste è arrivata immediata, e il murales è stato nuovamente rifatto, questa volta campeggiava la scritta "Torino è partigiana", per non dimenticare che la nostra città è Medaglia d’Oro per la Resistenza, e da sempre si oppone fermamente a qualsiasi rigurgito neofascista e neonazista nelle piazze, nelle scuole, nelle aule universitarie e nei luoghi di lavoro.
Alla notte tra martedì e mercoledì di questa settimana, risale l’ennesima provocazione messa in atto da quello che vuole presentarsi come un partito istituzionale all’interno dell’università ma altro non è che un gruppuscolo di nostalgici, che più volte si sono presentati all’interno delle nostre facoltà inneggiando al duce, commemorando la marcia su Roma e innalzando bandiere con croci celtiche e svastiche: il murales è stato coperto da scritte il cui contenuto dimostra l’ignoranza e la pochezza degli autori ("Torino è parMigiana"!!), e da croci celtiche firmate dal partito stesso, il Fuan.
Il Fuan torinese, organizzazione giovanile del partito d’opposizione di Alleanza Nazionale, nonostante l’apparente redenzione del leader Fini, che si è recato in Israele per riappacificarsi con gli ebrei perseguitati dal regime dal quale AN trae le proprie origini ideologiche, ha sempre dimostrato di non essere in linea con le direttive nazionali, continuando a perseguire campagne neofasciste, razziste, xenofobe e antisemite. Per rendersene conto basta visitare il loro sito internet, www.ilfronte.org, nel quale sponsorizzano le loro iniziative, tra cui gli incontri con i repubblichini e le ronde contro gli immigrati, accanto alla solita ignobile apologia del fascismo, con immagini e simboli inequivocabili.
Ricordiamo in particolare due avvenuti all’interno della nostra università: il 28 ottobre del 2004, quando una ventina di militanti del Fuan si sono presentati, come sempre scortati dalla polizia, all’interno dell’atrio di Palazzo Nuovo nel tentativo di commemorare la marcia su Roma, camuffando vigliaccamente l’iniziativa come una raccolta firme per l’inserimento delle radici cristiane nella Costituzione Europea; il 14 maggio 2007, giorno in cui, dopo aver scavalcato i cancelli della sede delle facoltà umanistiche, consci del fatto che gli studenti e le studentesse avrebbero loro impedito l’accesso all’atrio , hanno tentato di portare avanti la loro campagna elettorale per le elezioni universitarie.
In entrambe le occasioni centinaia di studenti e studentesse hanno dimostrato il proprio sentimento antifascista opponendosi anche fisicamente a queste tristi ed inaccettabili manifestazioni di stampo nostalgico e alle forze dell’"ordine", come sempre intervenute a protezione dei fascisti.
Le conseguenze per chi da sempre si impegna nella difesa dei valori della Resistenza sono state dure in entrambi i casi: diciassette le denunce a piede libero nel primo, cariche violente della polizia all’interno dell’atrio e addirittura tre arresti di studenti con conseguente detenzione preventiva ai domiciliari per una ventina di giorni nel secondo.
Non possiamo permettere che all’interno delle nostre università avvengano episodi oltraggiosi che violano la memoria del sangue versato in difesa della nostra libertà, non possiamo accettare che simboli quali croci celtiche e svastiche, dipinte per mano di chi si taccia di essere al fianco degli studenti, presentandosi come un partito democratico ed istituzionale, campeggino sui muri delle nostre facoltà e delle nostre città.
Nessuno spazio ai fascisti
Torino è antifascista
Torino è partigiana
Studenti e studentesse antifascisti/e