[Torino Antifa] Mobilitazione in difesa degli spazi e contro i fascisti. Il Fuan non si presenta all'appello.

Published on 12:38, 06/18,2008

Foto 16 giugno Mobilitazione antifascista.Era anunciata per lunedì la presenza del Fuan, grande protagonista dei giornali nelle ultime settimane, ma hanno mancato l'appuntamento promesso sui giornali. E cosi' e' stata una giornata all'insegna della comunicazione con gli studenti, per spiegare, anche, quello che realmente e' accaduto le precedenti settimane. E' stata una giornata utile anche per ribadire come tutti i collettivi della sinistra all'interno dell'universita' si oppongano con fermezza a qualsiasi tentativo di mettere in discussione gli spazi occupati all'interno dell'universita'. E questo e' scaturito da una assemblea convocata dopo le dichiarazioni del presidente del Senato degli Studenti, Andrea Carapellucci, che metteva in discussione gli spazi conquistati in anni di lotte, e successivamente smentito dalla sua stessa organizzazione, l'UDU.

A farci visita e' infine passato Giovanni Gerbi, partigiano della IX°a divisione stella rossa, che in questo momento, in cui gli studenti antifascisti sono sotto attacco da parte di polizia e stampa, ha voluto portarci il suo sostegno e tutto il suo appoggio nella nostra lotta al fascismo ma anche a quel sistema di sfruttamento che e' il capitalismo. Foto 16 giugno Mobilitazione antifascista.

Di seguito un po' di materiale prodotto dal collettivo, la rassegna stampa di questi giorni, la galleria fotografica e il Dossier sul FUAN 

 

 

[Nessuno spazio per razzisti e fascisti!] - [Lo strano caso di un esame non dato] - [Dossier FUAN]

[Rassegna stampa] - [Galleria fotografica]

Per approfindire leggi anche [infoaut.org]

E le altre puntate della mobilitazione: [1 - 2 - 3]


[Torino Antifa] Ancora buffonate del Fuan a Palazzo Nuovo.

Published on 23:22, 06/10,2008

In una settimana il Fuan e' riuscito a collezionare buffonate una dopo l'altra. Prima blaterando sull'intenzione da parte degli studenti antifascisti di bloccare gli appelli, ovviamente aiutati nel loro intento di divulgazione di buffonate dalla stampa. Successivamente facendo scortare dalla polizia una delle loro militanti che doveva tenere un esame, convinti che la mobilitazione antifascista fosse scaturita da un odio personale verso la militante. I giornali, infatti, ci sono cascati in pieno, o forse lo hanno fatto per supportare la causa, e sono riusciti nell'intento di cancellare qualsiasi significato politico del presidio antifascista. Sono anche riusciti a far montare un clima tale da poter permettere che una studentessa con manie di persecuzione, nonche' di protagonismo, avesse unsa scorta personale fatta di poliziotti pagati dai contribuenti. Sembrava un magistrato antimafia con il codazzo al seguito, o forse un supertestimone. Fatto sta che , come tutti possono notare facendo un salto per Palazzo Nuovo, l'Universita' e' costantemente militarizzata; viene infatti frequentata quasi esclusivamente da Digos e poliziotti in tenuta antisommossa fuori corso.

Contro le manie di persecuzione, per la liberazione di palazzo nuovo dalla polizia privata del FUAN.

 EMILIANO LIBERO!


[Torino Antifa] Scacciato il FUAN dall'universita'.

Published on 15:54, 06/07,2008

A volte ritornano. A volte ritornano e come sempre vengono scacciati dagli studenti. Come un anno fa il FUAN e' costretto a lasciare l'universita' scortato dalle forze dell'ordine, sotto il lancio di uova e coperti dai cori antifascisti che hanno risuonato nel cortile della palazzina Einaudi per svariate ore. Nonostante una pioggia battente una cinquantina di studenti si sono radunati in corso regina in una delle sedi dell'Universita' di Torino ed hanno fronteggiato la polizia che ha, alla fine della mattinata, fatto uso della forza per proteggere i fascisti. Questa e' stato il nostro modo di portare la solidarieta' ad Emiliano, studente romano arrestato dopo essere stato aggredito dai fascisti, ed e' come sempre il nostro modo di rispondere ogni volta che FUAN o altre realta' neofasciste si affacciano nella nostra Universita' o nei nostri quartieri.Ma soprattutto questo e' l'unico modo per prevenire le aggressioni che si permettono in altre citta: stargli col fiato sul collo. Se a Torino le aggressioni fasciste si contano sulle dita di una mano e' anche grazie alla costante azione antifascista che esrecitiamo all'Universita' e nel resto della citta', impedendo a questi 4 fascistelli di poter veicolare i loro messaggi intrisi di razzismo.

I giornali non hanno ovviamente perso tempo per scrivere del nulla, intervistando una ragazza del FUAN che ha millanta davanti ai microfoni di non aver potuto sostenere l'esame a causa degli antifascisti, salvo poi scoprire che la ragazza in questione non era nemmeno iscritta all'esame. Probabilmente non era abbastanza preparata sulla materia ed ha pensato bene di scaricare le colpe sul nostro collettivo. Questo e' il livello di bassezza a cui sono arrivati i fascisti nella nostra citta'.

Fuori i fascisti dalle universita'!

Emiliano Libero Subito!

 

Su infoaut: 

[Resoconto girnata antifascista]

[Conferenza Stampa sul caso della ragazza che non avrebbe potuto sostenere l'esame]


[Antifa] Solidarieta' attiva con i collettivi della sapienza!

Published on 02:07, 06/03,2008

Venerdi' sera abbiamo voluto dare un piccolo segno d solidarieta' ai compagni della sapienza che hanno subito l'aggressione infame da parte dei fascisti. Abbiamo deciso di coprire una delle vetrine che i fascisti del FUAN utilizzano per sporcare il nostro Ateneo, con un manifesto in solidarieta' a Emiliano, studente antifascista arrestato dopo aver subito l'aggressione da parte di Forza Nuova. Non importa il simbolo che indossano, per noi importa solo che le idee che cercano di portare avanti rimangano rinchiuse nei loro cervelli e che non varchino le porte delle universita' e dei quartieri. Il nostro messaggio rimane chiaro: FUAN, Fiamma Tricolore e Forza Nuova non troverete mai spazio per la vostra merda xenofoba.

Fuori i fascisti dalle Universita'

 

fuori i fascisti dall'universita'


[Aggressione a Roma] La reazione al fascismo: nessuna agibilità, nessuno spazio!

Published on 19:13, 05/28,2008

A nemmeno un mese dall’omicidio di Nicola a Verona, a nemmeno una settimana dal raid nel quartiere romano di Pigneto, la violenza fascista torna a solcare le strade di una metropoli in cui la sua agibilità politica ha raggiunto livelli intollerabili. Questa mattina i compagni e le compagne della Rete dell’Autoformazione sono stati vittime di un’aggressione squadrista, a loro tutti va la nostra solidarietà e vicinanza. In barba a chi pensa di relegare l’antifascismo ad antico suppellettile, l’oggi conferma l’attualità dell’antifascismo, delle necessità di portare sulle spalle una responsabilità importante che ci arriva da una storia che dobbiam scrivere, non rivivere.

Come successo lo scorso anno all’università di Torino, di Palermo, contro Fuan ed Alleanza Nazionale, la resistenza e la reazione si dimostrano la pratica necessaria per non farsi mettere nell’angolo, per negare spazi e agibilità ad ogni prototipo di fascismo, evitando piagnistei e creando conflitto, contrapposizione. La cancellazione dell’ignobile convegno sulle foibe a La Sapienza organizzato camuffatamente da Forza Nuova è stata la scintilla che ha scatenato la risposta fascista ma anche il vittorioso incipit, nel coraggio di rischiare e prendere posizione, di una campagna dentro l’università che ha preso il problema dalla radice, battagliando ogni campo, dalla concessione di un’aula all’attacchinaggio di un manifesto.

L’università, immersa nel territorio ben più esteso della metropoli, si conferma come uno dei luoghi importanti dove continuare a praticare l’antifascismo, impedendo con la rabbia e la lotta ogni agibilità e spazio ai fascisti.

Il paradosso sorbito per quel che è avvenuto quest’oggi sta, oltre che nelle vergognose mistificazioni ed equidistanze strombazzate da media e politica, anche nell’avere due compagni, Emiliano e Giuseppe, a cui mandiamo il nostro abbraccio, agli arresti. La legittima risposta ad un’aggressione fascista non può essere “rissa aggravata”. L’antifascismo non si processa.


Non un passo indietro!
Emiliano e Giuseppe liberi subito!

Collettivo Universitario Autonomo - Torino


[Antifascismo] Aggressione nazifascista a torino.

Published on 13:55, 05/20,2008

Torino: aggressione con tirapugni e lame ·

Da CronacaQui – Torino

Vittime due fratelli, bloccati prima di entrare nell’atrio della stazione Lingotto

Aggrediti dai neonazisti
armati di tirapugni e lame

TORINO 13/05/2008 – Puniti perché davano troppo nell’occhio, per un’acconciatura e degli abiti troppo appariscenti. O, forse, solo per pura noia. Pestati con inaudita violenza da due neonazisti armati di tirapugni e lame, mentre aspettano il treno. Vittime designate dal caso, nel posto sbagliato al momento sbagliato.

Non sono passati nemmeno quindici giorni dall’omicidio del ventinovenne veronese Nicolò Tommasoli, ucciso a calci e pugni lo scorso primo maggio da una squadraccia di cinque naziskin appena ventenni, che anche Torino riscopre il fanatismo neonazista dei picchiatori di strada. Francesco e Luca (i nomi sono di fantasia), due fratelli di 24 e 26 anni, hanno lasciato gli amici dopo un concerto. La notte è appena trascorsa, l’alba non è lontana. Sono le cinque e mezza di domenica mattina, attorno alla stazione Lingotto è il deserto. I due ragazzi imboccano a piedi via Passo Buole, raggiungono l’atrio della stazione Lingotto. I due non si sono accorti di essere stati seguiti fino a che non si trovano davanti altri due ragazzi. Due giovani come loro, così diversi da loro. Il bomber, il jeans attillato che termina dentro un paio di anfibi lucidi e legati stretti, la testa rasata. Ai ragazzi non resta il minimo dubbio, a seguirli erano due neonazisti. Si avvicinano, iniziano le provocazioni. Qualche battuta, uno sfottò per un look troppo appariscente. La tensione tra le coppie di giovani aumenta, gli sguardi si fanno truci.

Il sorriso beffardo delle due teste rasate diventa sfida. «Perché non andiamo a farci un giro?». Accettare o rifiutare, a quel punto, è la stessa cosa. Coraggio e paura sono un unico sentimento: «Andiamo pure», rispondono i due fratelli. Una battuta che per i picchiatori vale quanto accettare il confronto. Francesco e Luca voltano le spalle alle due teste rasate, la violenza scatta in un attimo. Giusto il tempo per i due di armarsi uno di un tirapugni in acciaio, l’altro di un coltello. Luca riceve un pugno sulla schiena, si volta e il tirapugni lo colpisce in pieno volto, tra gli occhi. La colluttazione dura pochi minuti, uno dei due ragazzi con un tagliacarte ferisce Francesco in viso, in pancia, sulle gambe. Luca reagisce brutalmente, sollevando e scaraventando uno dei due teppisti in mezzo alla strada, scagliandosi poi anche sull’altro. «Cosa fai bastardo? La dovete finire, lasciateci stare!». Una reazione inattesa, che evita il peggio. Le urla risvegliano il quartiere: chi non dormiva ha assistito alla scena, ha pensato ad un banale diverbio tra ragazzi. Gli aggressori, solo a quel punto, capiscono che è meglio abbandonare l’impresa. Il rischio, ora che è giorno, è quello di attirare troppa attenzione. Magari anche quella delle forze dell’ordine.

Enrico Romanetto


[25 aprile a Torino] Corteo itinerante nel quartiere Vanchiglia e Cena antifascista al csoa Askatasuna.

Published on 12:09, 04/24,2008

Quest'anno il 25 aprile avra' un sapore particolare, un po' come quando nel 1994 vinse la destra con Berlusconi. Quando le elezioni vanno cosi' male (per il centro sinistra si intende) scatta anche nei pseudo antifascisti un pizzico di orgoglio e capita di rivederli in piazza, quella piazza che noi non abbiamo mai lasciato indipendentemente dal colore di chi stava al governo. Comunque vada riusciamo a caratterizzarci sempre ed a distinguerci da chi vuole strumentalizzare questa giornata, in particolare da chi lo fa solo in alcuni momenti e in altri, invece, si nasconde o parla di equidistanza, di pari dignita'. Ma soprattutto la memoria del 25 aprile noi la portiamo nelle nostre lotte all'universita' ed in quartiere quando impediamo ai fascisti di sfilare.

Quest'anno per il 25 aprile abbiamo deciso di sfilare in quartiere, il quartiere abbandonato dalla sinistra storica (quella istituzionale, divenuta storica per la sua scomparsa dal parlamento e dalle piazze), che ci samo ripresi e che facciamo rivivere ogni giorno; questa volta lo facciamo ricordando i partigiani che hanno perso la vita nelle vie tra corso Regina e corso San Maurizio per la mano infame dei fascisti.

Abbiamo deciso di rivivere la Resistenza in Vanchiglia anziche' in piazza Castello con il sindaco Chiamparino, perche' noi, a differenza di altri, vediamo nella memoria l'esempio e nella lotta la pratica.

 


 


Addio Comandante Bulow

Published on 01:39, 01/22,2008



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[Processo agli antifascisti e antirazzisti torinesi] Pesanti le richieste del pm Tatangelo: dai 2 ai 5 anni

Published on 22:57, 10/30,2007

Striscione per la libertà degli antifascisti

E' stata una mattinata all'insegna del protagonismo del Pm Tatangelo quella consumatasi oggi tra le mura del Tribunale di Torino. Una requisitora che si è protratta per ore, un'arzigogolata "analisi" degli eventi del 18 giugno 2005 che portano il noto Pubblico Ministero torinese a chiedere pene severe per dieci compagni rei di aver manifestato solidarietà a migranti in rivolta e aver espresso la propria identità antifascista. Com'è costume di questi tempi, un processo alle intenzioni e contro le persone.
Le pene più "lievi" per i 2 compagni accusati di lesioni e resistenza a pubblico ufficiale in occasione del presidio di solidarietà al cpt di corso Brunelleschi (maggio 2005): 1 anno e 4 mesi uno, 2 anni l'altro. Decisamente più dure le condanne richieste invece per gli antifascisti accusati per i cosiddetti "scontri" di via Po del 18 giugno 2005. Ancora una volta si parla di "devastazione e saccheggio". Quì è l'effetto Genova a farsi sentire: Tatangelo chiede al giudice una sentenza esemplare: 5 anni e 5 mesi per tutti con una punta di 5 anni e 7 mesi per un compagno ritenuto particolarmente "pericoloso" per la sua presenza in numerose situazioni di piazza.
Poco importa che la difesa abbia più volte cercato di dimostrare l'infondatezza di molte delle situazioni contestate; la spropositata distanza tra fatti realmente accaduti e severità del reato contestato; o sul fatto, per esempio, che per nulla chiara risulti la dinamica della ricostruzione dei fatti al punto che ancora oggi non si sa se i quattro tavolini ribaltati siano frutto di un'autodifesa dei compagn* o effetto della carica dei celerini.
Quello che conta per il Pm Tatangelo non sono i fatti! Come un novello inquisitore Tatangelo chiede di condannare "l'intenzionalità" dei soggetti presenti in piazza quel pomeriggio d'estate. Ancora una volta, vediamo all'opera una magistratura politica che all'analisi della realtà preferisce sondare gli animi degli inquisiti. Una strana torsione del Diritto (anche per quello "borghese") dove questo non sta più a segnare una frontiera all'azione dell'autorità penale e giudiziaria ma si trasforma in principio ispiratore di una "Giustizia" che presuppone il conflitto sociale come crimine.
Altro dato politico fondamentale, nel motivare la sua richiesta il Pubblico Ministero ha fatto più volte rifermento alle richieste eclatanti di Canepa-Canciani per il G8 di Genova 2001 e alle evoluzioni del processo milanese riguardante i fatti dell'11 marzo 2006. Si profila dunque una continuità d'approcio delle principali magistrature del nord del paese per qunto riguarda i reati ascritti alle manifestazioni di protesta.
La mattinata ha anche visto uno stravagante e discrezionale uso dei poteri della magistratura. Tutte le persone che entravano per assistere al processo venivano identificate da un gruppo di Digos all'entrata. La cosa non era mai accaduta in precedenza alle altre udienze. A tutti oggi sono stati presi i documenti. Pare che il provvedimento sia stato disposto dal PM Tatangelo in persona.

Leggi la notizia del processo su InfoAut

Ascolta/scarica la diretta effettuata questa mattina
con Roberto dal Palagiustizia




Appello del comitato 18 giugno
sul processo agli antifascisti

Il processo di Torino
per i fatti di via Po del 18 giugno 2005

La rabbia dell'antifascismo

Martedì 30 ottobre 2007 si svolgerà al tribunale di Torino una nuova udienza (forse quella conclusiva) per i fatti di via Po del 18 giugno 2005.
Quel giorno si svolse a Torino una grande manifestazione in solidarietà con due occupanti del Barocchio che erano stati accoltellati da alcuni nazifascisti. La manifestazione di piazza diede luogo a cariche da parte delle forze dell’ordine, cui i giovani antifascisti opposero resistenza. L’esito fu l’arresto con detenzione in carcere di un gruppo di persone, per lo più giovani, cui venne contestato il reato di devastazione e saccheggio.
Si tratta di un’imputazione gravissima, che prevede pene detentive fino a 15 anni.
Essa è stata assurdamente applicata anche per i fatti di Milano dell’11 marzo 2006, e il processo di primo grado si è concluso con 18 condanne a 4 anni; ora di quel processo è in corso l’appello, che si concluderà l’8 novembre prossimo.
Per gli antifascisti torinesi al periodo iniziale di carcerazione seguirono mesi di arresti domiciliari e misure cautelari.
Oggi gli imputati sono in libertà, ma il processo sta avendo il suo corso e l’imputazione continua a gravare su di loro.

Come familiari e amici vorremmo ribadire che gli episodi e le forme di resistenza contestate furono parte di una manifestazione politica, furono l’espressione urlata di idee e valori a cui tutti noi, cittadine e cittadini democratici, continuiamo a fare riferimento.
Chi di noi non ricorda manifestazioni politiche di piazza in cui i diritti, valori e domanda di democrazia non fossero urlati ed espressi in linguaggi ed atteggiamenti che le istituzioni hanno sempre fatto fatica a riconoscere come proprie?
L’imputazione di devastazione e saccheggio è di una tale sproporzione rispetto ai fatti che ci induce sollecitare una riflessione, da parte di tutti, sul significato della parola giustizia e sulle derive che portano alla punizione come repressione di idee.

Nei mesi scorsi moltissimi hanno risposto al nostro appello per una giusta sentenza sui fatti di giugno 2005: anche uomini e donne delle istituzioni, della politica, della cultura, del sindacato, della scuola.
Vogliamo continuare a credere nell’antifascimo, che non è solo un bel retaggio di storia italiana, ma un principio vivo e attuale.

Di volta in volta l’antifascismo assume il volto di coloro che liberarono l’Italia dal regime nazifascista, di coloro che oggi lottano contro il razzismo, la xenofobia, le discriminazioni, le guerre; che lottano per il lavoro, per la pace, per la dignità della vita, per il futuro dei nostri figli.
Di generazione in generazione, il testimone dell’antifascismo passa in mano ai più giovani, i quali lo portano avanti con orgoglio e con rabbia, una rabbia forse difficile da gestire ma che bisogna provare a comprendere.
Non lasciamoli soli!

Comitato antifascista 18 giugno



per info: www.infoaut.org


Milano: non c'è futuro senza memoria

Published on 09:41, 10/13,2007

Milano: "la memoria non si cancella!"
500 persone contro le politiche di "pulizia urbana"


Nuovo murales per Dax e Visone

Circa 500 persone hanno preso parte oggi ad un'iniziativa dal doppio obiettivo: ri-affermare il carattere antifascista della città e dare una risposta alle misure di "pulizia urbana" messe in atto dal vice-sindaco di Allenaza Nazionale De Corato.
Compagn* milanesi avevano indetto per oggi un'iniziativa dal titolo eloquente: "la memoria non si cancella"; un'iniziativa alla Darsena per far rivivere il murales di Dax già cancellato dall'amministrazione comunale. Imponente lo schieramento di polizia che ha impedito di praticare l'obiettivo in loco. Obiettivo che però è stato perseguito nella centrale piazza Vetra.
L'iniziativa di oggi ha fatto risuonare altre due questioni calde e recenti della metropoli lombarada: le cariche selvagge dei pulotti che martedì hanno rincorso e e pestato compagni antifascisti dentro l'università statale; la volontà dell'amministrazione di cancellare anche il murales di Carlo Giuliani.



Ennesima provocazione fascista all'università di Torino

Published on 21:15, 10/11,2007

Un'altra provocazione fascista all'università di Torino, ancora a firma dei soliti (ig)noti, di quegli individui che più volte sono stati cacciati dalla nostra università, che per un articolo di giornale sul quotidiano locale venderebbero anche se stessi, che sono così equilibristi da saper stare dentro Alleanza Nazionale (fà comodo, la storia del fascismo italiano lo insegna, ndr) ed essere collusi con la peggiore destra nazista della città, insomma, quei personaggi che coniugando fascismo e vittimismo riescono nella conquista del cadreghino sognato, altro che difesa degli studenti..
Però questa volta il fattaccio ha un firma: Fuan. Ben chiara è l'intenzione di provocare, di andare a colpire quella parte di studenti e studentesse che davanti il fascismo non hanno mai fatto un passo indietro, pagandone le conseguenze con arresti e denunce, e che individuano nell'antifascismo militante la pratica da portare nell'università, nelle strade, nelle piazze.
Sono strati imbrattate le mura di Palazzo Nuovo e del liceo Gioberti, ma soprattutto è stato rovinato il murales "Torino è partigiana", fatto in occasione della giornata "Sappiamo chi è Stato" del 14 luglio 2007, quando ricordammo con un murales in ogni città (Torino, Milano, Bergamo, Brescia, Padova, Viareggio e Roma) gli omicidi di Carlo Dax Renato e Federico, denunciando le violenze di fascisti e polizia. Il murales a Torino era già stato rifatto per una seconda volta, perchè l'originale scritta "Torino è antifascista" è stata anch'essa deturpata.
La situazione si ripresenta, per cominciare provvederemo con il cancellare croci celtiche e scritte farneticanti nei prossimi giorni. Inoltre questa mattina ci siamo presentati a Palazzina Einaudi, sede di scienze politiche e giurisprudenza, per volantinare, per smascherare il vero volto del Fuan che nei suoi volantini si vende come democratico ed ordinato.
Questa provocazione arriva quasi al contempo degli scontri di Milano, che ci hanno raccontato i compagni della Statale, ai quali abbiamo fatto pervenire da subito la nostra solidarietà, e ciò aiuta a scoperchiare, se ancora ce ne fosse bisogno, la vera natura di una frangia del neofascismo nostrano, che si chiami Fuan o Azione Giovani che dir si voglia.

Pubblichiamo qui di seguito il volantone ed il comunicato sulla provocazione fascista che abbiamo attacchinato e distribuito a Palazzina Einaudi questa mattina.



ENNESIMA PROVOCAZIONE FASCISTA ALL’UNIVERSITA’

IL FUAN DETURPA IL MURALES "TORINO E’ PARTIGIANA" SUL MURO DI PALAZZO NUOVO IN RICORDO DEL FORTE SENTIMENTO ANTIFASCISTA CHE HA SEMPRE CONTRADDISTINTO LA NOSTRA CITTA’, MEDAGLIA D’ORO ALLA RESISTENZA

murales palazzo nuovo 1 muro del gioberti 1

E COPRE CON CROCI CELTICHE I MURI DEL LICEO GIOBERTI

muro gioberti 3 muro del gioberti 2

Non possiamo permettere che all’interno delle nostre università avvengano episodi oltraggiosi che violano la memoria del sangue versato in difesa della nostra libertà, non possiamo accettare che simboli quali croci celtiche e svastiche, dipinte per mano di chi si taccia di essere al fianco degli studenti, presentandosi come un partito democratico ed istituzionale, campeggino sui muri delle nostre facoltà e delle nostre città.

NESSUNO SPAZIO AI FASCISTI
TORINO E’ ANTIFASCISTA
TORINO E’ PARTIGIANA


Studenti e studentesse antifascisti/e


Sabato 14 luglio in molte città italiane (Torino, Milano, Bergamo, Brescia, Padova, Viareggio e Roma) si è svolta un’iniziativa antifascista dal titolo "Sappiamo chi è Stato" in risposta alle numerose aggressioni di stampo neofascista che si sono susseguite negli ultimi anni e in ricordo di Carlo Giuliani, Dax e Renato Biagetti, vittime della violenza di Stato e neonazista.
A Torino abbiamo scelto di testimoniare il sentimento antifascista con un presidio durante il quale abbiamo fatto un murales sul muro esterno di Palazzo Nuovo, che riportava la scritta "Torino antifascista".
Durante una notte d’estate, approfittando dell’assenza degli studenti e delle studentesse antifasciste, secondo la consueta tradizione dei "camerati" di agire protetti dalle forze dell’"ordine" o dal buio, il murales è stato deturpato da croci celtiche e righe nere che cancellavano la scritta.
La risposta degli studenti e delle studentesse antifasciste è arrivata immediata, e il murales è stato nuovamente rifatto, questa volta campeggiava la scritta "Torino è partigiana", per non dimenticare che la nostra città è Medaglia d’Oro per la Resistenza, e da sempre si oppone fermamente a qualsiasi rigurgito neofascista e neonazista nelle piazze, nelle scuole, nelle aule universitarie e nei luoghi di lavoro.
Alla notte tra martedì e mercoledì di questa settimana, risale l’ennesima provocazione messa in atto da quello che vuole presentarsi come un partito istituzionale all’interno dell’università ma altro non è che un gruppuscolo di nostalgici, che più volte si sono presentati all’interno delle nostre facoltà inneggiando al duce, commemorando la marcia su Roma e innalzando bandiere con croci celtiche e svastiche: il murales è stato coperto da scritte il cui contenuto dimostra l’ignoranza e la pochezza degli autori ("Torino è parMigiana"!!), e da croci celtiche firmate dal partito stesso, il Fuan.
Il Fuan torinese, organizzazione giovanile del partito d’opposizione di Alleanza Nazionale, nonostante l’apparente redenzione del leader Fini, che si è recato in Israele per riappacificarsi con gli ebrei perseguitati dal regime dal quale AN trae le proprie origini ideologiche, ha sempre dimostrato di non essere in linea con le direttive nazionali, continuando a perseguire campagne neofasciste, razziste, xenofobe e antisemite. Per rendersene conto basta visitare il loro sito internet, www.ilfronte.org, nel quale sponsorizzano le loro iniziative, tra cui gli incontri con i repubblichini e le ronde contro gli immigrati, accanto alla solita ignobile apologia del fascismo, con immagini e simboli inequivocabili.
Ricordiamo in particolare due avvenuti all’interno della nostra università: il 28 ottobre del 2004, quando una ventina di militanti del Fuan si sono presentati, come sempre scortati dalla polizia, all’interno dell’atrio di Palazzo Nuovo nel tentativo di commemorare la marcia su Roma, camuffando vigliaccamente l’iniziativa come una raccolta firme per l’inserimento delle radici cristiane nella Costituzione Europea; il 14 maggio 2007, giorno in cui, dopo aver scavalcato i cancelli della sede delle facoltà umanistiche, consci del fatto che gli studenti e le studentesse avrebbero loro impedito l’accesso all’atrio , hanno tentato di portare avanti la loro campagna elettorale per le elezioni universitarie.
In entrambe le occasioni centinaia di studenti e studentesse hanno dimostrato il proprio sentimento antifascista opponendosi anche fisicamente a queste tristi ed inaccettabili manifestazioni di stampo nostalgico e alle forze dell’"ordine", come sempre intervenute a protezione dei fascisti.
Le conseguenze per chi da sempre si impegna nella difesa dei valori della Resistenza sono state dure in entrambi i casi: diciassette le denunce a piede libero nel primo, cariche violente della polizia all’interno dell’atrio e addirittura tre arresti di studenti con conseguente detenzione preventiva ai domiciliari per una ventina di giorni nel secondo.
Non possiamo permettere che all’interno delle nostre università avvengano episodi oltraggiosi che violano la memoria del sangue versato in difesa della nostra libertà, non possiamo accettare che simboli quali  croci celtiche e svastiche, dipinte per mano di chi si taccia di essere al fianco degli studenti, presentandosi come un partito democratico ed istituzionale, campeggino sui muri delle nostre facoltà e delle nostre città.

Nessuno spazio ai fascisti
Torino è antifascista
Torino è partigiana

Studenti e studentesse antifascisti/e


Scontri alla Statale di Milano tra compagni e neofascisti. Pestaggi della polizia contro gli antifascisti

Published on 19:47, 10/10,2007

Un'altra provocazione, un'altra resistenza.
Ieri mattina un gruppo di fascisti ha messo in piedi la sua provocazione all'università Statale di Milano. Determinata la risposta dei compagni: nessuno spazio per questi personaggi. La polizia, come quasi in un flashback rispetto ai fatti del San Paolo, picchia gli antifascisti.



No pasaran


Ieri mattina all'università statale di Milano un gruppo di aderenti all'organizzazione legata ad AN Azione Giovani hanno improvvisato provocatoriamente un banchetto di propaganda nell'atrio. Immediatamente diversi studenti antifascisti hanno iniziato a protestare contro la presenza neofascista all'università e, dato che il banchetto non aveva cessato la sua attività nonostante le proteste - e dal momento che continuavano ad affluire individui di estrema destra estranei al mondo universitario a spalleggiare gli esponenti di AG - si è infine arrivati allo scontro fisico tra fascisti e antifascisti, al termine del quale ci sono stati due feriti tra gli antifascisti e tre tra gli esponenti di destra.

Ma la giornata sarebbe continuata nel segno della repressione degli studenti da parte delle forze dell'ordine. Quando i due studenti sono usciti dal pronto soccorso di zona Crocetta, dove si erano recati per farsi medicare, hanno trovato all'esterno agenti della digos e volanti della ps ad attenderli. Uno di loro è stato immediatamente invitato a seguire gli agenti in questura, cosa che ha scatenato l'indignazione dei compagni e degli amici presenti sul posto e la reazione improvvisa e brutale delle forze dell'ordine: sette volanti hanno completamente isolato la strada e bloccato il traffico, mentre i poliziotti hanno iniziato a picchiare gli studenti con manganellate, calci, pugni, fino a sbattere la testa di uno di loro contro il marciapiede, colpendolo sulle ferite riportate durante gli scontri all'università.

Di fronte al carattere surreale e deprimente di questo spettacolo, che ancora una volta la polizia ha offerto ai cittadini, diversi passanti, nello sbigottimento generale, hanno tentato di frapporsi e fermare la scena di violenza, ricevendo in tutta risposta dagli agenti spintoni e venendo colpiti a loro volta. Altri antifascisti nel frattempo accorsi sul luogo del pestaggio sono stati inseguiti e colpiti dagli agenti, che hanno sequestrato e cancellato le fotografie scattate da alcuni di loro. Alcune foto sono state però scattate dopo l'accaduto, ed è in esse visibile il sangue presente sull'asfalto dopo il pestaggio.

Se già ieri sera si è svolta in merito agli scontri della Statale un'asseblea al cs Torchiera, stamattina un forte presidio antifascista ha completamente occupato l'atrio dell'università, impedendo ai neofascisti l'annunciata ulteriore provocazione di un presidio nell'atrio per protestare contro l'ostilità mostrata dagli studenti nella giornata di ieri.

L'appuntamento cui tutte e tutti sono invitati per esprimere la propria rabbia e protesta contro la brutalità e la vigliaccheria delle forze dell'ordine, ancora una volta schierate a difesa della peggiore teppaglia neofascista e neonazista milanese, è il già annunciato corteo si sabato, che ha come obiettivo il rifacimento del murales sulla Darsena in ricordo di Dax, recentemente cancellato su ordinanza della sindaca-sceriffo Moratti.

Il concentramento
(per ora la questura ha autorizzato solo un presidio)
sarà

sabato 13 ottobre
ore 14 piazza XXIV maggio



Di seguito due delle foto non finite nelle mani della polizia.
Sul pavimento: il sangue dei pestaggi.





Il comunicato di solidarietà ai compagni milanesi
del Collettivo Universitario Autonomo

Come studentesse e studenti antifascisti di Torino esprimiamo la nostra solidarietà alle compagne e ai compagni milanesi di ASSO, che nella giornata di Martedì 9 ottobre hanno dovuto affrontare un gruppo di neofascisti nell'atrio dell'Università Statale per impedire che lo stesso si trasformasse in luogo di propaganda razzista, sessista e nostalgica.

L'antifascismo militante è l'unica risposta che il movimento deve dare ai tentativi delle organizzazioni di estrema destra, della Lega, di AN, di trovare spazio e radicamento nelle scuole, nei quartieri, nei luoghi di lavoro, nelle università. Di fronte alle provocazioni o alle aggressioni fasciste sempre più i compagn* rispondono con serenità e determinazione, al di là di qualsiasi vittimismo, consci del proprio compito storico e politico: così è stato a Roma in seguito all'aggressione fascista a Casal Bertone, così a Torino quando il FUAN tentò lo scorso maggio di volantinare a Palazzo Nuovo, così ieri alla Statale di Milano.


La vergogna dei pestaggi perpetrati dalla polizia ieri a Milano contro alcuni militanti antifascisti mostra ancora una volta quale sia il livello di connivenza politica che esiste tra le forze repressive e quelle neofasciste, proprio nel giorno in cui a Genova il pm Canepa avanza la tesi secondo cui al G8 del 2001 la totale responsabilità morale delle violenze andrebbe riversata sui manifestanti.


Di fronte a simili episodi non può che rendersi ancora più urgente un richiamo alla compattezza di tutte le realtà di movimento, affinché dalle piazze italiane possa presto esprimersi un livello di dissenso adeguato alle dinamiche oppressive che disciplinano le condizioni di vita e l'ordine pubblico in questo paese.


Niente resterà impunito
Ora e sempre Resistenza


Collettivo Universitario Autonomo



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