[Assemblea Permanente Studenti Precari] Contro-inaugurazione dell'anno accademico: occupata la presidenza di lettere!
COMUNICATO STAMPA
Verso le undici una cinquantina di studentesse e studenti sono entrati negli uffici della presidenza impossessandosi delle macchine fotocopiatrici e mettendole gratuitamente a disposizione di tutti. Nel frattempo una serie di interventi nelle aule dell'università ha interrotto il regolare svolgimento delle lezioni per invitare i presenti alla partecipazione. Prontamente un numero cospicuo di studenti ha risposto all'appello invadendo le aule della presidenza e fotocopiando i libri di testo.
Questa iniziativa si inserisce in un percorso di lotte volte a dar voce alle esigenze e alle istanze degli studenti-precari. Si tratta di un primo passo nel senso di una generale riaffermazione delle esigenze immediate e dei bisogni che gravano sulla quotidianità degli student* e che l'università persiste sempre più a voler disconoscere. Il caro studi, l'aumento sproporzionato delle tasse ed un impiego dei fondi universitari totalmente slegato dalle necessità diffuse tra gli studenti, congiunte ad una situazione lavorativa che precarizza ulteriormente le nostre condizioni, non possono più essere accettate supinamente.
Ma dietro a questa vetrina esiste un mondo del quale iniziative come quella di lunedì preferiscono tacere. L'università che si fa azienda non è infatti in grado di fornire ai soggetti che la rendono viva e ne fanno la ricchezza nessun servizio all'altezza della situazione: nessun discorso viene fatto sulla condizione di studentesse e studenti costretti a venire sfruttati in un qualche call center di turno per pagarsi le tasse universitarie e l'affitto, i libri di testo e i pasti quotidiani. Nessuna parola viene spesa per spiegare agli studenti in che modo l'università di Torino intende utilizzare i soldi che ogni anno arrivano abbondanti nelle sue casse. Sembra che ciò che conta non sia altro che la celebrazione dell'università come luogo della produzione, senza alcun riguardo per i soggetti che la rendono tale.
Per opporsi a questa situazione una serie di gruppi e collettivi universitari si sono riuniti nell'assemblea degli studenti precari: dopo l'azione dimostrativa all'Infopoint universitario di via Po del mese scorso, oggi abbiamo deciso di prenderci l'atrio di Palazzo Nuovo per dimostrare come le studentesse e gli studenti non restano passivi di fronte a processi decisionali che continuamente li scavalcano e ne ignorano i bisogni reali. Si tratta oggi di riappropriarsi degli spazi dell'Università e di rivendicare con forza i nostri bisogni e i nostri desideri: contro la proprietà privata del sapere, contro le spese insostenibili, per un reale accesso alla conoscenza e alla possibilità di gestire autonomamente i propri studi. Contro il ricatto di chi vuole imporci una vita miserabile, fatta di rinunce e sacrifici, con la promessa che un giorno, forse, anche noi potremmo essere parte della vetrina scintillante e dimenticare l'oscuro retrobottega nel quale oggi siamo confinati, rivendichiamo con forza che